Il Plastico di Silvano Zonzini
Scala N

Silvano Zonzini, nella vita ottimo fotografo pubblicitario, nel fermodellismo, autore di un grande e bellissimo plastico in scala N, che parecchi amici mi avevano suggerito di andare a vedere, dopo un breve scambio di emails, mi ha accolto in modo molto amichevole, direi familiare e mi ha condotto subito dove si svolge la maggior parte della sua vita, cioe' al piano terra della sua villetta, in cui si dedica sia al suo lavoro di fotografo, sia al suo hobby fermodellistico.

Pur parlando spesso anche di fotografia, non potrei nascondere che l'interesse e' stato assorbito quasi completamente dal plastico, veramente meritevole, e dai treni, molti dei quali assai rari e difficilmente visibili in circolazione.

Silvano ha 58 anni, casualmente la mia stessa eta', e' appassionato di ferrovie da piu' di trent'anni ed e' sempre stato un "plasticista". Lui dice che i collezionisti inorridirebbero nel vedere come tratta le locomotive; i suoi modelli sono strausati e portano tutti i segni di questa condizione, ridendo dice che non hanno bisogno del "weathering" in quanto tendono naturalmente ad assomigliare alle vere locomotive.

Ha cominciato negli anni 80 grazie alla fortuita conoscenza del gen. G. Taibel, grande fermodellista anteguerra, ad Arezzo. In quel periodo consolido' le sue conoscenze su relais, diodi, condensatori e comincio' ad avere una visione non piu' giocattolesca dei treni modello, ma, da quel periodo in poi, cerco' di trasportare il vero mondo della ferrovia gia' nel suo plastico di allora.

Il plastico di oggi e' ben diverso da quello di quel primo approccio; questo, cominciato circa 15 anni fa, e' a forma di "L" e misura la bellezza di 5 m x 3 m. con una superficie coperta di circa 10 metri quadri. Possono circolare un massimo di 7 convogli contemporaneamente, ma questa e' una situazione alquanto rara, Silvano dice che a controllarli tutti gli girerebbe la testa. L'impianto e' dotato di 4 linee indipendenti di cui due con blocco automatico nei due sensi, non e' digitale, ma tradizionalmente analogico e i relais sono piu' di cinquanta; dispone di 6 trasformatori e di due piattaforme girevoli. L'armamento e' realizzato con Peco cod 55, fatti salvi gli scambi che sono Roco e Fleischmann. Silvano considera gli scambi Peco troppo penalizzati dai loro motori che sono rumorosi e consumano troppa energia; a parere di Silvano, pur essendo molto realistici, con i Peco bisognerebbe usare solo i meccanismi a funzionamento lento della Fulgurex o similari. Ecco qui sotto lo schema dell'impianto, a sinistra la parte visibile e a destra quella sotterranea, delle stazioni fantasma e delle elicoidali.

L'ambientazione paesaggistica del plastico e' tedesco-austriaca del periodo che va dal 1925 al 1945. Una parte dell'impianto e' corredato di alimentazione a filo aereo Vollmer e Sommerfeld. La circolazione dei treni puo' essere addirittura regolata da un orario. Sparsi qua e la' per il plastico e nelle vetrinette adiacenti, ci sono ben 22 convogli completi, tra treni merci e treni passeggeri, piu' altre dieci locomotive nei vari depositi e un bellissimo treno blindato di epoca II, in tutto metallo che Silvano mi ha confidato essere costato una follia. In tema di confidenze, una molto istruttiva e' che, se dovesse ricominciare ora a costruire un altro plastico, non ripeterebbe lo stesso schema del plastico monolitico e fisso, ma si affiderebbe ai moduli tipo AFAN o ASN; ci si lavorerebbe molto piu' agevolmente senza rompersi la schiena, i moduli occuperebbero meno spazio, al limite qualche modulo obsoleto risulterebbe anche vendibile e, cosa piu' importante, aiuterebbero la socializzazione con altri modellisti, cosa che, invece, un impianto fisso tradizionale non consente, se non tramite invito. Un'altra confidenza e' che, grazie al fermodellismo Silvano ha acquisito una tale manualita', prima sconosciuta, ed un tale affiatamento con trapani, seghe circolari, saldatori e relais che oggi si trova a risparmiare moltissimo nelle riparazioni domestiche ottenendo, inoltre, la considerazione di amici e familiari.

Ad un fotografo professionista come lui non potevo esimermi dal chiedergli qualche suggerimento per quel che riguarda la fotografia diretta ai nostri treni; mi ha tirato fuori macchine e obbiettivi da urlo e mi ha detto: "Come si rimane delusi nel fotografare il proprio plastico; ogni piu' piccola imperfezione risalta subito in modo evidentissimo! Quando si vuole fotografare il proprio plastico, mai fotografarlo per intero, ma ritrarre sempre piccole porzioni e particolari specifici. Se possibile usare una macchina a banco ottico, oppure, nel 35 mm, usare gli ottimi obbiettivi Canon TS-E che sono decentrabili e basculanti e permettono un'ottima profondita' di campo, chiudere completamente il diaframma, usare un solido cavalletto e non usare mai il flash.

Nel fare tesoro di queste (costose) raccomandazioni, passiamo alle foto dell'impianto di Silvano che ringrazio ancora per la cortesia e per la disponibilita'; ho tentato di riprendere piu' gli spunti deliziosi di questo plastico che la sua intera struttura, spero che vi siano utili.