Fiera di Stoccarda 2008
"MODELL SÜD BAU & BAHN"
Anche se la crisi finanziaria non ha risparmiato nemmeno la
Germania e un sicuro abbassamento dei toni lo si notava in
modo chiaro, questa fiera modellistica resta una cosa grande
e difficilmente avvicinabile da qualcuna delle nostre rassegne.

Andare a Stoccarda per me e' una cosa irrinunciabile, anche se star via almeno tre giorni, per il mio lavoro, e' cosa dura; inoltre i costi sono elevati e, tra viaggio, cibo e albergo cerco sempre di non fare mai il totale quando torno per non dovermi preoccupare. Comunque, confermo, l'andarci e' ormai irrinunciabile. Le fiere tedesche sono particolari, sono opulente, anche in tempi di crisi, come questi, riescono a farti fare pace con i dubbi e le perplessita' circa il parteciparvi e, quando te ne ritorni, ti dispiace un po' e vorresti che durassero ancora dell'altro tempo. La fiera di Stoccarda, in particolare, grazie all'attivissimo gruppo che abita da quelle parti, gruppo in cui milita il presidente di INGANET, si e' specializzata notevolmente nella scala N e credo che ne sia la piu' alta espressione qui in Europa.
Per carita', a questa fiera non manca nulla e, dalla scala Z alla scala 1 e oltre, c'e' di tutto e in misura "tedesca" per l'appunto, ma la scala N la fa da padrona al punto che se uno vedesse una sola fiera, questa, prima di cominciare la sua vita fermodellistica, penserebbe sicuramente che la scala N sia la piu' diffusa al mondo tanto e' preponderante la sua presenza rispetto alle altre.
A me piace cosi', e, pur amando enormemente sia la scala H0 che la scala 1, questo "bagno" nelle meraviglie della N mi appaga pienamente. Si' parlo proprio di meraviglie, perche' dalle foto che seguiranno capirete anche voi cosa si possa fare con le mani e, soprattutto, a che punto di raffinatezza si possa arrivare.
Se l'anno scorso c'e' stato il grande exploit del record assoluto di lunghezza per una serie di moduli in scala N, con ben piu' di 550 mt lineari e con piu' di 2000 mt di binario posato e percorribile dai treni, quest'anno e' stata la volta del miglioramento e della raffinatezza. Nuovi moduli strepitosi hanno fatto la loro comparsa e largo spazio e' stato dedicato anche alle ferrovie a scartamento ridotto, naturalmente anch'esse in scala N. E' stato un piacere per gli occhi che non e' possibile provare che qui.
Senza commenti ulteriori, qui sotto potete vedere, tra quelle che avevo scattato io, le molte foto che ho ritenuto adatte al mio commento, la prima e' relativa allo stand italiano, ma molte altre sono pubblicate in internet nei vari siti degli appassionati delle varie Nazioni partecipanti; qualche indirizzo lo potete vedere qui sotto, ma ce ne sono tanti altri, bisogna avere un po' di pazienza e cercare nella rete.
http://www.us-modellbahnen.de/ntrak/index.php?option=com_ponygallery&Itemid=236&func=viewcategory&catid=12
http://www.spur-n-schweiz.ch/sns/modul/bilder/stuttgart2008.html
http://www.marklinfan.net/stoccarda.htm
http://seak.ch/stuttgart_2008.htm
http://www.kazmedia.de/bahn/veranstaltungen/2008_11_17_Messe_Stuttgart
http://www.kuvaboxi.fi/julkinen/2avx6+jehu-n-scale-convention-stuttgart-08.html?lang=en
Avete visto? Un mondo sterminato, di una precisione e di una tale realisticita', quale e' praticamente impossibile trovare altrove in queste proporzioni. Ecco lo schema dei vari tracciati.
Ma quanto spazio prendevano tutti questi moduli? Beh, un bel po', ecco allora qualche vista dall'alto della zona dedicata al grande plastico modulare e poi anche qualche istantanea aerea della fiera in generale.
Bellissimo anche questo diorama, che avevamo gia' visto l'anno scorso, ma una cosa di tale pregio andava rifotografata, anche perche' l'anno scorso non c'era la cassettina delle offerte...
Ma questa volta un largo spazio se lo prendeva anche la scala Nm, cioe' quei modelli riproducenti ferrovie a scartamento ridotto, per lo piu' metrico, in scala N. Questi modelli circolano su scartamento di 9 mm, che sarebbe quello stesso della scala Z (1:220), ma, ovviamente, essendo la scala diversa sia la dimensione del fungo della rotaia che la spaziatura delle traversine sono significativamente diverse. Debbo dire che c'erano parecchi impianti in scartamento N metrico, alcuni isolati dal complesso generale dei moduli multinazionali, ma altri inseriti nei moduli, tanto che queste ferrovie viaggiavano per alcuni tratti parallelamente alla ferrovia principale, per poi distaccarsene e andare al paesino o alla segheria, proprio come succede al vero.
Un nuovo impianto nella scala Nm, questo facente capo ad INGANET, sta nascendo e il primo abbozzo lo abbiamo visto proprio a questa edizione della Fiera di Stoccarda. Per ora si tratta di una decina di moduli (di cui uno italiano realizzato da Ezio Mazzarella), ma la cosa sta prendendo rapidamente piede e molti modellisti hanno gia' promesso adesione per la prossima edizione della rassegna; pensiamo solo agli svizzeri con tutte le ferrovie a scartamento ridotto che possono vantare nel loro Paese, quanto poco ci metteranno ad allungare di gran lunga questo patrimonio iniziale. Nelle foto sottostanti potete vedere un accenno di quello che gia' ora c'e' ed in particolar modo nelle tre foto in basso, potete vedere il modulo di Ezio ripreso mentre viene impegnato da una coppia di storiche italianissime automotrici M2 delle FCL dell'amico Domenico.
Tra scala N e scala Nm era una gara a chi riproduceva i particolari piu' inaspettati con la migliore dovizia di particolari, a volte lavorando tantissimo, magari senza la certezza che l'osservatore colga il particolare. Questo potrebbe essere il caso della prima foto visibile qui sotto; in questa scena c'e' un gruppo di persone di cui una con un radiocomando in mano che fa volare un alicottero modello con tanto di elica che ruota, ma adesso pensate alle dimensioni di tutto cio', un modello in scala di elicottero su un modulo in scala N: il modello del modello! Di piu' ampio respiro quello del concerto pop nella seconda foto, anch'esso in scala N, quindi con le solite improbabili dimensioni, una cosa che potrebbe sembrare fattibile con un po' di pazienza, senonche' tutti i personaggi antistanti al cantante hanno un accendino in mano che, con casualita', fanno accendere in ordine sparso, senza un logico susseguirsi, dando un incredibile tocco di vita alla scena con tutto questo sfavillare di lucine; in aggiunta, le luci d'ambiente e la musica facevano il resto. Cose incredibili, vero? Ma di cose strepitose, di questo genere, ce n'erano tante altre e non sempre avevo la macchina fotografica con me per documentarle, inoltre sono certo che qualcuna me la sono persa anch'io.
Per restare sulle cose di piccole dimensioni, non posso trascurare la quantita' di miniplastici racchiusi in valigette. Ad ogni manifestazione di questo tipo ne vediamo qualcuno, ma qui ce n'erano almeno una dozzina, eccone qualcuno tra i tanti. L'ultimo in basso a destra, che riproduceva un piccolo scalo ferroviario era assolutamente operativo e, a turno, molti modellisti vi operavano per mettere i carri sul plastico esattamente nella posizione che veniva indicata dalle foto dei carri stessi, quelle visibili appoggiate sul coperchio; ovviamente queste venivano cambiate ogni volta in modo casuale e non era sempre facile organizzare le manovre per venirne a capo. Proprio un bel giochetto
Naturalmente per fare un plastico in uno spazio delle dimensioni di una valigetta o addirittura di un beauty-case, la scala piccola e' la cosa piu' importante, infatti, oltre a qualcuno in scala N, molti erano realizzati utilizzando materiale della Maerklin in scala Z. Qui faccio una piccola parentesi poiche' la Maerklin era, assieme a Viessmann, l'unica azienda del settore presente alla manifestazione. E' vero che la sua sede, Goeppingen, dista pochissimo dalla fiera ed e' anche vero che Fleischmann se la sta passando male, al punto da essere stata acquisita da Roco, ma credo che non avrebbe fatto male a queste aziende essere un po' piu' vicine ai loro clienti anche in questa occasione. Ecco gli stands di Viessmann e quello di Maerklin-Trix con alcune viste dei due plastici funzionanti (scala N e scala Z) che erano nel suo stand.
Quindi passiamo alla scala Z, altro mondo incredibile! Ma la cosa piu' incredibile e' che qui tutto funziona liscio, senza perdite di contatto, senza sobbalzi sugli scambi, con regolarita' di marcia che fa invidia, spesso, anche a chi segue l'H0. Onore alla Maerklin per questi minicapolavori e le loro performances. L'unica cosa che non perdono agli appassionati di scala Z e' che, forse per pareggiare il fatto che i loro modelli sono effettivamente molto piccoli, li fanno marciare a velocita' decisamente elevate rispetto alla scala; secondo me una velocita' piu' adeguata, anche se un po' maggiore rispetto alla mera traduzione in scala di quella vera, renderebbe questi modelli ancor piu' realistici, tantopiu' se immersi nei meravigliosi paesaggi che questi modellisti sanno ricreare. Erano parecchi i plastici, sia modulari che fissi, quelli esposti; qui sotto alcune foto delle parti che mi sono piaciute particolarmente.
Per concludere con le scale piccole, ecco il contenuto di alcune vetrinette, dedicate anche alle novita' artigianali della scala N. Tra le foto potrete riconoscere le meraviglie di Euromodell e, tra le altre, le nuove carrozze italianissime dei Pirati in metallo e plastica
In queste vetrinette quest'anno non c'era nulla di mio, ci avevo anche pensato, ma questa volta ho voluto fare solo il turista e il reporter, pero', solo per farla vedere agli amici avevo portato una D.442 Ansaldo in scala N, abbastanza avanti nella preparazione che sara' la prossima novita' per la scala N di Locomodel. Per chi non la conoscesse o fosse curioso di vederla, eccola nella sua pagina nell'area Locomodel. Bene, parentesi chiusa, torniamo alla fiera.
Naturalmente non poteva mancare la scala H0, scala che altrove e' in prima linea per partecipazione, qui, pur essendo ben rappresentata, aveva un bel plastico modulare in cui i tedeschi facevano girare anche treni italiani, cosa che mi ha stupito non poco, e alcuni altri impianti fissi di piu' modeste dimensioni, per lo piu' dedicati ad ambianti particolari. Ecco qui sotto un tratto del modulare in H0 e due viste del grande impianto riproducente il porto con tutta la movimentazione manuale sia del lato ferroviario che del lato navale, una cosa da perderci le mezz'ore incantati li' davanti alla sua perfezione.
Tra gli impianti in H0 c'era anche questo, in costruzione, che mostrava un semplice modo per costruire un'elicoidale. E' un modo semplice, veloce da costruire e robustisimo, inoltre e' regolabile finemente nella percentuale di salita e, volendo, si puo' anche dare una inclinazione verso l'interno al binario. Eccone una foto che potra' essere utile a chi si trova di fronte a un'incombenza di questo tipo.
C'era anche un impianto in scala 0 con alimentazione digitale; e' sempre lo stesso da due o tre anni, ma ad ogni uscita presenta sempre delle novita' e dei miglioramenti che lo portano, di anno in anno sempre piu' vicino alla sua conclusione. Eccolo qui.
Ma il piatto forte era il grande plastico in scala 1. Eccone due viste dall'alto che ne danno la sua vera connotazione dimensionale.
Completamente digitalizzato era una tappa obligata per chiunque dovesse passare per la fiera. Dettagli a non finre... in questo impianto perfino i vagoni erano dotati di decoder per le funzioni, tanto che quando il treno frenava anche i loro freni stridevano. Veramente fantastico. Bene, godetevi queste foto immaginando il massimo che vi viene in mente...
Potrebbe sembrare che siamo arrivati al massimo e invece non e' cosi', perche' in fatto di dimensioni e di sofisticazioni c'era ancora di piu'. Cosa poteva esserci di piu' splendido delle loco in scala 1 appena viste? Ecco, queste!
Non pare anche a voi? Stupende loco in scala grande e funzionanti perfettamente a vapore vivo, proprio come i loro modelli veri in scala 1:1. Guardate la Shay, quella in basso a sinistra, con tutte le sue bielle e i suoi ingranaggi, funzionante anch'essa a vapore e con gli stessi meccanismi di quella vera! Unico difetto il costo che equivale a quello di una vettura di media cilindrata... si, pero'...
Anche qui a Stoccarda, come da tradizione tedesca, molti vecchi appassionati, con il loro banchetto, costruivano e, soprattutto, insegnavano a costruire alberi e vegetazione per i plastici. E' sempre bello vederli all'opera, non si fermano mai, sono come i cinesi; io non ci riuscirei di sicuro. Eccone due esempi.
In una fiera cosi' non poteva mancare nemmeno la grande piscina in cui fare evoluzioni e gare con le barche radiocomandate, o le piste su cui si sfidavano modelli di auto o ancora lo spazio protetto da reti in cui facevano ogni serie di figura acrobatica aerei ed elicotteri...
...ma la cosa che mi prende immancabilmente e che mi fa stare mezz'ore in adorazione, e' il settore dedicato alle macchine movimento terra radiocomandate, naturalmente solo quando sono al lavoro. Sono piccole rispetto alle montagne di terra che si trovano a dover movimentare, ma, palata dopo palata, riempivano camions su camions e facevano un lavoro che avrebbe potuto sembrare incredibile se non si fosse stati a guardarle senza perderne una battuta. Inoltre c'e' sempre qualcuno, come in ogni altra attivita' umana, che, con il radiocomando, eccelle in sensibilita' e in velocita' di esecuzione, forse anche agevolato da un modello particolarmente riuscito, in ogni modo riuscendo a far fare al piccolo mezzo operativo esattamente quello che avrebbe potuto fare un vero addetto seduto al posto di guida. Veramente spettacolare! Quest'anno, poi, quegli appassionati hanno costruito un tunnel con pannelli di cemento precompresso esattamente come si sarebbe dovuto fare al vero, cioe' portando i pannelli con una serie di camions a pianale ribassato e scaricandoli e posizionandoli solamente con l'utilizzo di una grandissima gru, che potete vedere in foto, e con l'aiuto delle macchine operatrici. Nessuno ha messo una mano per aiutare o assecondare il posizionamento di un pannello; veramente una performance notevole. Tanto per dare un senso alla sofisticazione di questi mezzi di movimento terra, date una guardatina alla trasmissione del camion da cava che e' girato a ruote all'aria per una manutenzione straordinaria!
Tra le cose belle di questa fiera, tra l'altro questa e' una cosa lanciata molti anni fa proprio dal gruppo italiano dell'ASN, guidato da Antonio Rampini, e' l'ormai consolidata tradizione della cena conviviale che si svolge nel salone stesso. Per questa cena, tenuta il venerdi', tutti i partecipanti, provenienti da praticamente tutti gli stati europei, portano le cose piu' buone di casa loro e tutto cio' viene disposto su una lunghissima tavolata, penso che questa volta fosse di almeno venticinque o trenta metri, a disposizione di tutti. E' un momento fantastico di amicizia e di comunanza in cui, grazie al vino e alle specialita' gastronomiche, gli uni si mescolano agli altri in una vera globalita' e in in un effettivo abbattimento di confini e di barriere di ogni tipo. Ecco qui sotto un momento della preparazione della tavolata nella zona italiana e quindi gestita dagli amici dell'ASN...
...per arrivare poi alla bolgia in pieno svolgimento!
Eccezionale, per me, ma non solo, e' stata la Svizzera che ha avuto la magnifica idea di portare una quantita' di Racelette, il famoso formaggio da gustare fuso sul pane. Povero chi si era assunto l'onere di stare delle ore davanti al fornello che fondeva il formaggio, ma strepitoso per tutti gli altri; per questa specialita' c'era una coda di persone in attesa del proprio turno che si e' mantenuta di almeno dieci metri per due ore, non ho parole. Naturalmente anch'io mi sono fatto i miei due giri.
Un'altra cena, un po' alla tedesca, ci e' stata offerta dalla direzione della fiera il sabato, non c'e' di che dire, questa volta e' andata decisamente bene! Ecco la sala con tutti noi, questa volta molto piu' composti e ordinati che il giorno prima
A questo punto, come d'abitudine in chiusura di resoconto, vorrei segnalare due piccole curiosita'; la prima riguarda uno stand in cui un signore vendeva due attrezzi molto utili a chi fa disegno tecnico o piu' genericamente si interessa di progettazione. Il primo di questi due attrezzi e' rappresentato da un foglio di materiale plastico, molto sottile, ma riportante delle leggere incisioni sia in ascisse che in ordinate alla distanza di mezzo mm l'una dall'altra. Questa "lastrina" riportante le suddette incisioni va posta sotto al foglio, per esempio in un blocco, tale che non ci sia movimento relativo tra "lastrina" e foglio; a questo punto, con una penna a sfera o con una matita, saremo liberi di tracciare linee perfettamente diritte, orizzontali o verticali, senza pericolo di sbandare, anzi, con una precisione veramente insospettabile essendo la punta della nostra penna guidata da questi piccoli solchi. Ecco nella foto sottostante il signore addetto alla dimostrazione che esegue linee perfettamente parallele e ortogonali a mano assolutamente libera, in effetti queste sono linee impossibili senza il foglio plastico di guida.
L'altro attrezzo era una specie di "cerchiometro", quella dima che usavamo a scuola per fare i cerchi calibrati di mm in mm. Bene, la differenza tra il nostro e il suo era solamente che, quello che presentava l'omino dello stand, al centro aveva due rotelline, imperniate su di un asse trasversale, che, tenuto premuto con la mano sul foglio da disegno, lo obbligavano a scorrere solamente in su e in giu' del foglio senza che potesse perdere il suo stesso parallelismo. Lo strumento comprendeva anche un goniometro che ne permetteva l'utilizzo anche in caso di righe inclinate. Eccolo qui sotto
Usando unitamente questi due attrezzi da disegno, egli riusciva a fare molto velocemente disegni pseudo-tecnici con buona precisione del segno e con grande facilita' nella ripresa del tratto. Una coppia di attrezzi veramente geniali. Alcuni di noi li hanno comperati, mi pare che la coppia costasse attorno ai venticinque euro, io ero tentato, ma ho soprasseduto solo perche' ormai da tanti anni disegno solo con il computer e mi e' di una praticita' che, secondo me, e' addirittura superiore a quella che possono dare questi due attrezzini.
La seconda curiosita' a cui accennavo, e con la quale mi piace chiudere questo resoconto, e' rappresentata da un bel bambino tedesco, molto piccolo, ma autosufficiente che, non arrivando con la testa a vedere cio' che c'era sopra ai moduli e ai plastici in genere, con molta intraprendenza si era attrezzato di uno sgabellino che egli posizionava davanti alla porzione di plastico che voleva vedere, ci saliva su e dominava quindi la scena, proprio come quelli che erano piu' grandi di lui. Era di una simpatia incredibile, lui saliva, dall'alto, si fa per dire, controllava in quale altro punto gli sarebbe piaciuto andare a vedere, scendeva, prendeva in braccio il suo sgabellino personale e lo piazzava nel nuovo punto, con una velocita' e una sicurezza da lasciare perplessi; l'ho seguito per un po' scoprendo anche che le sue salite e discese avevano una loro logica, non girava a caso tra i moduli, gli piacevano le macchine con le bielle e ne controllava i vari passaggi. I genitori dal canto loro si limitavano a seguirlo, per il resto faceva e sceglieva tutto da solo in perfetta autonomia. Anche qui direi: spettacolare!. Eccolo in trasferimento ed in opera mentre sta seguendo con lo sguardo una macchina a vapore, ancora un po' lontana, ma che si sta avvicinando al tratto in cui si era appostato.
Ecco che anche questa recensione e' arrivata alla sua conclusione, vi ringrazio per la pazienza che avete avuto nell'arrivare fin qui e vi do appuntamento alla prossima fiera che, non cambiando i miei programmi, dovrebbe essere quella di Norimberga 2009 (5-10 Febbraio).
Ciao a tutti e... alla prossima.